Dopo circa venticinque anni il calcio professionistico italiano viene scosso da un nuovo dramma. Era il 30 ottobre 1977 quando il giovane centrocampista del Perugia Renato Curi moriva in seguito ad un malore che lo aveva colto in campo durante il macht di Serie A Perugia – Juventus. Ieri, in occasione della partita di Serie B Pescara – Livorno, un altro giovane centrocampista, Piermario Morosini, viene colpito da un improvviso malore che lo conduce alla morte nel giro di pochi minuti. Le cause del decesso dovranno ancora essere chiarite dall’autopsia, ma, intanto, già impazzano le polemiche per i ritardi nei soccorsi al centrocampista del Livorno agonizzante sul rettangolo verde dell’ “Adriatico”. Un’auto dei vigili urbani bloccava il passaggio dell’autoambulanza e questo ha fatto perdere alcuni minuti per il trasporto in ospedale del calciatore. Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, ha aperto un’inchiesta interna e trasmetterà i dati raccolti direttamente alla magistratura. Bisogna dire che il dott. Leonardo Paloscia dell’ospedale “Unità coronatiche” di Pescara, dove il ragazzo è stato trasportato, ha dichiarato con una certezza quasi assoluta che quel ritardo non è stato determinante per la vita di Morosini. Onestamente non sappiamo dove sia la verità, l’unica cosa certa è che un ragazzo di venticinque anni è tragicamente scomparso mentre giocava a calcio. Oggi c’è stato un vero e proprio pellegrinaggio di tifosi ed autorità all’ospedale di Pescara e allo stadio “Armando Picchi” di Livorno per onorare la memoria di questo giovane dalla faccia pulita, che, nonostante una vita in salita, ha saputo farsi voler bene da tutti, emergendo con forza e coraggio. La società amaranto ha dichiarato che ritirerà la maglia numero 25 appartenuta al calciatore di origini bergamasche ed organizzerà iniziative atte ad aiutare la sorella diversamente abile di Piermario, rimasta sola dopo la scomparsa dei genitori e dei due fratelli. Auguriamoci che il dramma che ha colpito Morosini possa aiutare a migliorare la cultura dello sport in Italia, in particolare della prevenzione alle attività sportive di ogni specie e grado, che nel nostro paese sono, comunque, ad un livello di avanguardia, per evitare che episodi drammatici come quello di sabato possano ripetersi.
Vincenzo Piscitelli






Mi sento di ringraziare la nostra classe politica e tutti coloro che han reso l’Italia un popolo di ignoranti: non solo sta aumentando la forbice che divide lo straricco dall’incredibilmente povero, ma, peggio, anche quella che divide il sapiente dall’ignorante.
Morosini non è stato stroncato dal suo cuore che ha smesso di battere, bensì da un vigile incivile e da una manciata di pseudo infermieri/medici (non me ne voglia la categoria) probabilmente raccomandati e/o male istruiti che non hanno prestato le cure del caso.
Ma se persino io so che dopo un infarto, quello che fa la differenza sono i primi 10′ che intercorrono tra l’infarto stesso ed il tentativo di rianimazione a far la differenza, come CAZZO si fa ad affermare: <> e <>..a casa mia 5+3=8..l’80% del tempo utile è stato perso grazie all’incompetenza italiana!! Allibisco..che schifo..